Cambodia – Da Bangkok a Siem Reap

Air Asia

Piacevoli contrattempi

Oggi ho raggiunto, da Bangkok, Siem Reap.
Penso di aver sudato 7 camicie. Non per il caldo ma per il panico assoluto.
Avevo pensato di sconfinare via terra, ci vuole poco ed è semplice. Ma poi mi sono lasciata convincere da un’offertissima di Air Asia e, con pochi euro, ho deciso di prendere l’aereo. Volo alle 9.30 di mattina. No problem, sono a Bangkok e, in metropolitana, si arriva dal centro all’aeroporto senza problemi di traffico. Ma, per fortuna, da brava mangiona, ho pensato comunque di alzarmi prestino per riuscire a scofanarmi una lauta colazione. Tranquilla come il sole mi sono diretta, dunque, in aeroporto. Nessun dubbio sull’aeroporto. Sono arrivata qualche giorno fa… devo semplicemente tornare nello stesso. Le ultime parole famose. Giunta a destinazione, ho subito controllato i voli. Eeeehhhrmmmm… il mio non c’è?!! Ecco: in quel momento mi sono sentita la peggiore turista della storia, disinformata, superficiale, sciocca. Perché il flash si è palesato davanti ai miei occhi all’istante: come tutti i voli low cost, partirà da un aeroporto secondario!
Panico.
Corsa al banco informazioni, mi dicono che conviene prendere un taxi, anche se esiste un bus gratuito che collega i due aeroporti. Mai dire una cosa simile a una testona come me.
Corsa alla fermata del bus, l’autista mi spiega che sarebbe partito subito e che sarei arrivata a destinazione in 45 minuti circa. Salgo. Trafelata. Ma appena smetto di sudare freddo… mi rendo conto di essere finita in mezzo a un ingorgo di auto di cui non vedo fine. Cerco di essere razionale. Ho speso davvero pochissimo per quel volo, male che andasse o ne avrei cercato un altro o sarei tornata all’idea iniziale, quella dello sconfinamento via terra. No, la razionalità non ha la meglio… e tra poco faccio un buco sotto di me per aiutare il bus a procedere anche con le mie gambe (il bus dei Flingstones in centro a Bangkok, magari, può essere un business!!).
Ok, calma. Il buco non si può fare, anche se si potesse non risolverei niente. Piano piano procediamo. Ci rifermiamo. Procediamo ancora. Ci rifermiamo. Qualche metro in più. I minuti che passano. Io che penso di dovermi già comprare una nuova maglietta, quella che ho su (unica del bagaglio) ormai è più pesante di me.
Morale della favola: arrivio alle 9.31 in aeroporto. Scendo praticamente volando dall’autobus, cerco il gate (grazie a Dio esiste il check in on line, fatto ieri sera dall’ostello), corro come una matta, arrivo in prossimità del gate e un’ hostess carinissima e gentilissima (no stress in Thailand, please!) mi chiede dove stessi andando. Chiama il mio gate, avvisa che sto arrivando e di non chiudere (per me ha detto che una pazza era in arrivo, ma sorvoliamo…), passo i controlli con bottigliette di acqua piene al seguito (erano forse più incuriositi da me, paonazza da testa a piedi, che al mio zainetto semi-vuoto) e… sìììììì… sono in voloooooo. Non posso ancora crederci.
Massima del giorno: ricordarsi sempre, in viaggio, di non abbassare mai la guardia.

Air Asia
CAMBODIA 01 - Da Bangkok a Siem Reap - 2014

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